Nella sezione dedicata ai Focus pubblichiamo interventi diretti a presentare in modo rigoroso ma non specialistico ciò che occorre conoscere per formarsi un’opinione informata su temi largamente dibattuti ma raramente conosciuti nei loro aspetti più importanti.

Che impatto macroeconomico può avere il PNRR nel Mezzogiorno?

Michele Capriati, Matteo Deleidi e Gianfranco Viesti mostrano che i moltiplicatori degli investimenti pubblici sono minori al Sud rispetto al Centro-nord, perché parte dello stimolo fiscale si disperde in importazioni da altre regioni. Per questo motivo gli autori sostengono che l’obiettivo di ridurre i divari territoriali destinando al Mezzogiorno almeno il 40% delle risorse del PNRR potrebbe essere mancato e suggeriscono di accrescere tale quota e di potenziare la capacità di offerta del Mezzogiorno con politiche industriali.

Finanziare la transizione ambientale con un’Agenzia Europea del debito. Un’alternativa al “sovrano europeo”? (seconda parte)

Francesco Farina nella seconda parte del suo articolo valuta la proposta di M. Amato et al. di istituire un’Agenzia Europea del Debito (EDA). Farina ritiene che si tratti di un notevole passo avanti nella ricerca di una strategia di sostenibilità del debito pubblico ma sostiene anche che il “gioco” fra l’EDA e i mercati dipenda da quello fra paesi “frugali” e “spendaccioni”. La fase di transizione verso l‘”equilibrio buono” richiederà che la gestione del debito da parte dell’EDA sia inquadrata in una nuova cornice di policy.

“Oltre il PIL”: indicatori di benessere e processo politico

Lorenzo Germani e Francesca Pierini ricordano che negli ultimi anni sono stati elaborati diversi indicatori multidimensionali del benessere che consentono di ‘andare oltre il PIL’. I due autori notano anche che tali indicatori occupano un posto marginale nel processo di policy making e illustrano i benefici che potrebbero derivare da una loro effettiva inclusione tra gli indicatori di benessere in quel processo. Inoltre, Germani e Pierini indicano una serie di criticità che riguardano in particolare il contesto italiano.

Gli effetti della fine dell’Accordo sul Tessile e Abbigliamento in Italia

Riccardo Pareschi si propone di valutare gli effetti delle misure protezionistiche dei prodotti tessili e dell’abbigliamento adottate a partire dal 1973 e prorogate, , anche per effetto della concorrenza cinese, fino al 2007, oltre il termine previsto per il ritorno a condizioni di libero commercio. Dopo aver ripercorso la storia di quelle misure, Pareschi mostra, sulla base di un’analisi empirica, che i contingentamenti sono risultati efficaci, frenando l’import delle merci oggetto di restrizione.

La flessibilità dei contratti flessibili*

Edoardo Di Porto e Cristina Tealdi si chiedono se la flessibilità dei contratti a tempo determinato incide sulla probabilità che vangano trasformati in contratti permanenti. Il risultato che raggiungono è che quella probabilità si riduce se i contratti temporanei sono più flessibili con effetti negativi sui salari anche nel medio periodo. Ciò penalizza i giovani che entrano nel mercato del lavoro con contratti flessibili a tempo determinato e richiede riforme specifiche che altri paesi, come la Spagna, stanno attuando.

I Minori Stranieri Non Accompagnati: anche una questione di Salute Mentale

Martina Caroleo ricorda che la salute mentale, soprattutto dopo la pandemia, riceve attenzione crescente da parte delle politiche sociali e del benessere e spiega perché i Minori Stranieri Non Accompagnati sono particolarmente esposti al rischio di traumi che provocano disagio mentale. Caroleo invita a dare l’importanza che merita a questo rischio e ad adeguare di conseguenza i sistemi di accoglienza, in particolare mettendoli in sinergia con i servizi specialistici di prevenzione dei disturbi mentali.

Lavoro, conflitto e democrazia. Riflessioni nel ricordo di Claudio Sabattini

Marco Magnani, basandosi sul testo del suo intervento alla recente presentazione del libro di Gabriele Polo “Il sindacalista. Claudio Sabattini, una vita in movimento” promossa dalla Fondazione che porta il suo nome, riflette su temi politici e sociali importanti per la storia recente del nostro paese che sono stati al centro dell’attività sindacale di Sabattini. Essi riguardano in particolare il ruolo del conflitto nelle relazioni industriali, il suo nesso con la codeterminazione, la natura stessa del rapporto di lavoro salariato.