Legittimazione ad agire del fondo pensione, fra interpretazione adeguatrice ed inerzia legislativa (Corte cost. n. 154/21)

Pasquale Sandulli commenta la sentenza n. 154/21 della Corte Costituzionale sulla legittimazione ad agire del Fondo Pensione in caso di omissione del versamento dei contributi da parte del datore di lavoro. Sandulli si soffferma su due tra i numerosi profili di inammissibilità della questione e sostiene che il quadro in cui collocare le indicazioni della Corte è il rischio di evanescenza del sistema di Welfare conseguente all’attribuzione ai Fondi pensione della titolarità di situazioni giuridiche deprivate della loro effettiva realizzabilità.

La pandemia da COVID-19 e la fragilità dei sistemi sanitari nel mondo

Lisa Magnani muovendo dalla considerazione che la pandemia da Covid-19 ha messo in luce la fragilità dei sistemi sanitari a livello globale offre elementi per meglio definire tale fragilità e per individuarne l’impatto su diffusione e caratteristiche della pandemia. Magnani esamina in particolare la dinamica e la distribuzione a livello globale della spesa sanitaria pubblica, richiama alcune rilevanti caratteristiche dei sistemi sanitari e mostra le conseguenze che ne derivano per le disuguaglianze.

Disuguaglianze crescenti e persistenti: la dinamica dei redditi in Italia nel lungo periodo

Michele Raitano e Francesca Subioli leggono l’evoluzione della disuguaglianza dei redditi da lavoro degli ultimi 40 anni in Italia alla luce della sottostante dinamica dei redditi dei vari individui nel corso del tempo. Applicando una metodologia che attribuisce la disuguaglianza dei redditi annui a differenze permanenti, a mobilità “buona” o a mera volatilità, Raitano e Subioli mostrano che la disuguaglianza è largamente dovuta a differenze permanenti fra individui, peraltro acuitesi nel corso del tempo.

Presente e futuro delle politiche sanitarie

Chiara Giorgi mostra come la pandemia abbia messo in evidenza le fragilità del Servizio Sanitario Nazionale penalizzato da anni di sotto-finanziamento, da tagli alle strutture e al personale, dallo spazio lasciato alla sanità privata e dall’indebolimento della medicina territoriale. Giorgi sottolinea anche che alcuni recenti e allarmanti segnali indicano che la strada intrapresa non è quella dell’auspicato rilancio e della riqualificazione del Servizio Sanitario Pubblico ma del suo depotenziamento.

La cultura nel PNRR tra nuove sensibilità e vecchi bias

Annalisa Cicerchia muovendo dalla considerazione che arte e cultura possono essere molto utili in una prospettiva di risanamento, ripresa e resilienza legge il PNRR alla luce del ruolo che esso riserva alla cultura. Cicerchia nota che la cultura è citata tra le primissime aree di intervento del PNRR e questo può essere motivo di soddisfazione; tuttavia, la lettura del Piano lascia affiorare anche alcuni vecchi bias che andrebbero superati per non indebolire l’efficacia degli interventi proposti.

Cambiamento climatico, disuguaglianze e crony capitalism

Maurizio Franzini riflette sui rapporti tra cambiamento climatico e disuguaglianze richiamando l’attenzione sugli effetti di reciproca influenza che esistono tra i due fenomeni. Franzini sottolinea anche il ruolo che le disuguaglianze esistenti possono avere non soltanto nell’ostacolare politiche di contrasto al cambiamento climatico ma anche nel favorire una ripartizione dei loro costi che le aggravi. In questa prospettiva un ostacolo molto serio è la forza del cosiddetto crony capitalism.

La tassazione della previdenza complementare

Ruggero Paladini interviene sulla proposta avanzata da Luigi Marattin di tassare le prestazioni dei fondi pensione complementari come rendite finanziarie. Rilevato che il sistema vigente è un pasticcio di due diverse logiche tributarie, Paladini critica la proposta di Marattin in quanto considerare le prestazioni pensionistiche nel loro complesso come redditi da capitale è errato e, inoltre, crea una illogica differenziazione rispetto alla trattamento fiscale della previdenza obbligatoria.

È opportuno ridurre la protezione dell’impiego?

Chiara Ardito, Fabio Berton, Lia Pacelli e Filippo Passerini valutano gli effetti a medio termine dei contratti a tutele crescenti. Esaminando le imprese piemontesi che impiegano fra i 9 e i 30 dipendenti essi trovano, tra l’altro, che contratti a termine sono stati trasformati in contratti a tempo indeterminato, che l’occupazione è cresciuta e, soprattutto, che la produttività è calata e i profitti sono aumentati. Concludendo, si chiedono se misure con questi effetti siano utili a un paese a produttività stagnante.

Il sistema pensionistico italiano e la flessibilità in uscita: qualche riflessione

Carlo Mazzaferro, avvicinandosi la scadenza di Quota 100, riflette su flessibilità e pensionamento. Osservando i dati sull’età di pensionamento tra il 1995 ed il 2020 trova che l’età media è decisamente cresciuta mentre la variabilità si è ridotta ed è crollata la quota dei pensionati under 60. Sulla base di questi dati e del passaggio alla logica contributiva, Mazzaferro ritiene che sia possibile una flessibilità che risponda meglio alle esigenze dei lavoratori senza effetti sulla stabilità finanziaria del sistema pensionistico.

La Cassa Integrazione Guadagni come ammortizzatore anticiclico alla prova della crisi pandemica?

Paola Biasi, Beini Cai, Maria De Paola e Paolo Naticchioni analizzando gli effetti del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni COVID-19 trovano che essa ha svolto un positivo ruolo di ammortizzatore anticiclico. In particolare, secondo gli autori, la CIG, da un lato, ha contenuto in modo sostanziale, in costanza di rapporto di lavoro, la caduta dei redditi dei lavoratori e, dall’altro, ha impedito che le disuguaglianze crescessero molto, a vantaggio soprattutto di donne e giovani.