Il cinema italiano e la narrazione della corruzione

Giambattista Avellino con la sua competenza di regista e sceneggiatore analizza un importante collegamento tra cultura e corruzione, cioè il modo e la frequenza con cui il cinema italiano affronta questo fenomeno. Egli sottolinea, in particolare, che nella nostra tradizione cinematografica prevale la commedia che presta scarsa attenzione alle tematiche sociali. Vige,, cioè, quello che egli chiama “il regime della commedia” che, però, rischia di trasformarsi sempre più in “commedia di regime”.

La corruzione, l’economia e il benessere. Quello che dicono i dati e perché dobbiamo preoccuparci.

Massimo Molinari e Simone Tedeschi hanno posto in relazione gli indicatori della corruzione con alcuni fenomeni di rilevanza economica e sociale e hanno stimato il loro grado di correlazione. Il segno sistematicamente negativo di queste correlazioni pone problemi interpretativi che i due autori affrontano brevemente nel loro intervento. Essi mettono anche in luce la peculiarità del rapporto tra corruzione e livello dei redditi in Italia, che può avere diverse spiegazioni, alcune delle quali ben poco tranquillizzanti.

Slow politics: un nuovo stile di gioco dopo le elezioni europee?

Alfio Mastropaolo commenta le elezioni europee distinguendo tra euroscettici e populisti e sostiene che il disagio sociale ha avuto un peso rilevante nel determinare gli esiti della consultazione. Allargando l’orizzonte dell’analisi Mastropaolo denuncia l’involuzione oligarchica della classe politica e invoca un nuovo “stile di gioco”, una slow politics in grado di ristabilire il valore della politica come pratica associativa.

Le retribuzioni nel pubblico impiego: super-redditi o disuguaglianze pervasive?

Michele Raitano torna sul tema delle retribuzioni nel pubblico impiego e mostra come l’anomalia italiana, rispetto ai paesi dell’area OCSE, consista non soltanto nelle alte retribuzioni di chi si trova al vertice della piramide ma anche nelle basse retribuzioni di chi si trova alla base di quella stessa piramide. Pertanto, se l’obiettivo fosse di ristabilire l’equità distributiva, e non invece soltanto quello di ridurre la spesa pubblica, la politica non dovrebbe consistere soltanto nell’imporre tetti.

Conseguenze scomode e trascurate delle riforme strutturali del mercato del lavoro nell’Eurozona

Massimiliano Tancioni illustra, basandosi sui più recenti modelli macroeconomici, alcune conseguenze, tanto scomode quanto trascurate, delle riforme strutturali proposte per il mercato del lavoro nell’Eurozona. In particolare, mostra come l’inerzia che caratterizza la politica monetaria e la presenza di condizioni di depressione facciano sì che quelle manovre producano non un aumento ma una riduzione dei livelli di attività e occupazione.

Lavoro precario e declino italiano

Gilberto Seravalli riprende l’idea alla base della teoria dei salari di efficienza – secondo cui l’efficienza dei lavoratori è positivamente influenzata dai salari e dalle condizioni di lavoro – e sostiene che la deludente dinamica della produttività totale dei fattori che da tempo caratterizza l’economia italiana sia da attribuire in buona parte alla de-regolazione del mercato del lavoro.