Scienza e diseguaglianza sociale

Massimo Florio osserva che i cittadini finanziano la produzione di conoscenza attraverso la ricerca pubblica, l’istruzione superiore, il sostegno diretto e indiretto alla R&S mentre a valle i benefici sono appropriati, nella forma di valorizzazione del capitale, da oligopoli privati. La redistribuzione regressiva che ne risulta è invisibile perché legata a beni intangibili. Florio sostiene che i risultati della ricerca dovrebbero restare in mano pubblica attraverso imprese pubbliche della conoscenza in settori quali la salute, la transizione energetica, il governo dei dati.

Una scienza aperta non è sufficiente a garantire mercati aperti

Ugo Pagano muove dalla considerazione che, nonostante gli ingenti investimenti pubblici nella loro produzione, i vaccini contro il Covid sono forniti da pochi oligopoli privati e ritiene che il Covid abbia dimostrato che gli investimenti in “Open Science” sono necessari ma non sufficienti per avere “Open Market”. Concordando con la tesi esposta da Florio nel suo libro e in questo numero del Menabò, Pagano ritiene che queste forme di oligopolio vadano contrastate con infrastrutture pubbliche europee di ricerca e produzione dei prodotti più innovativi.

L’economia del calcio e le sue contraddizioni

Pippo Russo entra in quel sistema complesso e in piena trasformazione che è l’economia del calcio. La sua trasformazione è trainata soprattutto dai processi di spettacolarizzazione e finanziarizzazione, che vedono nella dipendenza da diritti televisivi e negli abusi sul players trading delle derive preoccupanti. In generale, l’economia del calcio globale sta crescendo su un debito esorbitante e alimenta una gigantesca bolla speculativa, la cui esplosione, secondo Russo, è forse l’unica soluzione per porre il sistema su basi più sane.

La crisi demografica e il welfare per le famiglie: le recenti riforme

Claudio Lucifora osserva che la mancanza di sostegni alla maternità e alla cura dei figli, un welfare debole e centrato prevalentemente sulle pensioni hanno messo in difficoltà le famiglie italiane. Lo testimonia il calo della natalità che persiste da diversi decenni. Lucifora ripercorre le misure di sostegno alle famiglie e le recenti riforme per la conciliazione vita-lavoro delineando il contesto in cui si inserisce il disegno di legge che istituisce l’Assegno Unico e Universale come uno dei cardini futuri della fiscalità e del welfare a sostegno delle famiglie.

La soppressione dell’Irap

Vincenzo Visco riflette su un’imposta che la recente legge delega di riforma fiscale prevede di abolire, l’Irap. Al riguardo, ricostruisce l’origine dell’imposta, le ragioni a favore e i cambiamenti subiti nel tempo. La tesi è che, di fronte all’inaridimento del peso dei redditi da lavoro, il finanziamento del welfare non possa non basarsi su qualche forma di prelievo generalizzato su tutti i redditi prodotti (cioè sul valore aggiunto), ossia su un’imposta che ha la stessa ratio dell’Irap.

Dialogo sopra i due massimi sistemi (economici) del mondo

Francesco Farina legge alcuni libri recenti alla luce della domanda: come emendare i sistemi capitalistici dai limiti (ormai molto evidenti) dell’approccio dominante? Salvati e Gilmore ritengono sufficiente passare dal “liberalismo senza vincoli” a quello “ inclusivo”. Gallegati individua le radici del neoliberismo nell’impianto ingannevole del modello teorico dell’economia. Boitani indaga le vie attraverso cui il libero mercato crea diseguaglianza. Infine, lo stesso Farina sostiene che occorre incentrare l’analisi non sul PIL aggregato ma sulla distribuzione del reddito, avendo come obiettivo non il benessere sociale ma la coesione sociale.

Una riflessione critica sul G20 tra produttività, crescita e digitalizzazione

Ettore Greco e Valeria Patella prendendo spunto dal Vertice dei Capi di Stato G20 sotto la Presidenza Italiana che si è tenuto a Roma il 30 e il 31 ottobre scorsi, Gallo e Patella propongono una riflessione critica sulla discussione portata avanti all’interno del Framework Working Group sulle opportunità che la digitalizzazione offre per rilanciare la produttività e per ricostruire nuovi margini di coordinamento in grado di condurre ad una crescita globale più sostenuta.

Quel figlio in più: il pianeta Israele rivisitato

Sergio Della Pergola propone due spiegazioni del ben più elevato numero medio di figli per donna (3) in Israele rispetto agli altri paesi sviluppati. La prima concerne l’ eterogeneità etnica e religiosa per cui, malgrado i processi di sviluppo, modernizzazione e convergenza fra maggioranza ebraica e minoranza musulmana, persistono gruppi ad altissima natalità. La seconda si riferisce al miglioramento nel tenore di vita e all’ottimismo nei confronti della vita. Della Pergola conclude sottolineando l’importanza generale di questi possibili meccanismi.

I neobrandeisiani presi sul serio

Andrea Pezzoli interviene sull’approccio neo-brandeisiano all’antitrust che critica l’adozione, come unico criterio del benessere del consumatore, schiacciato sull’efficienza di breve termine, e propone di attribuire alla disciplina della concorrenza molteplici obiettivi, alcuni squisitamente politici. Pezzoli ritiene che il diritto antitrust non sia appropriato per raggiungere quegli obiettivi e sostiene che, invece, focalizzandosi sul nesso tra efficienza e libertà economica e sulla tutela del processo competitivo, si possono dare basi economiche più solide all’approccio neo-brandeisiano.

L’illusione liberista

Andrea Boitani critica in modo radicale il progetto liberista. Un progetto che mira a una società che si risolve nel mercato, dove i rapporti sociali sono irrilevanti, se non mediati dal mercato, le istituzioni politiche valutate solo in base agli interessi economici di individui egoisti, e il denaro può comprare tutto. Le disuguaglianze possono crescere a dismisura in nome del merito, degli incentivi, dell’efficienza. I guasti ambientali sono favoriti dal bilancino dei costi e benefici usato dagli economisti, che pende a favore del presente e “svaluta” il futuro.