Rischi derivanti da una contrattazione collettiva neutra. Energia, crisi e lavoro

Michele Faioli sostiene che per far sì che le dinamiche retributive siano più allineate con il costo della vita occorre superare l’insufficiente articolazione tra livelli contrattuali, che ormai da troppo tempo e in molti settori va a scapito del livello decentrato. Dopo aver considerato la rilevanza di questioni come il salario minimo, il collegamento tra produttività e salari, il riordino degli inquadramenti professionali, Faioli sostiene che è il momento di rafforzare in tali materie le funzioni negoziali delle rappresentanze dei lavoratori a livello aziendale.

Disuguaglianza, Democrazia e Globalizzazione

Michele Alacevich e Anna Soci, riprendendo i temi trattati nel loro libro, Breve storia della disuguaglianza, si concentrano su due tra i vari problemi connessi alla disuguaglianza: la sfida alla democrazia e gli squilibri globali messi in atto dalla disuguaglianza economica. I due autori sostengono che la riflessione sulla democrazia è fondamentale per capire le dinamiche della disuguaglianza interna alle nazioni, così come l’analisi degli squilibri globali è cruciale per comprendere le forme della disuguaglianza internazionale.

Le disuguaglianze che dividono il mondo e come ridurle

Eugenio Occorsio e Stefano Scarpetta sintetizzano i principali contenuti del loro recente libro “Un mondo diviso. Come l’Occidente ha perso crescita e coesione” (Laterza, 2022). I due autori presentano i dati sulle disuguaglianze di reddito e di ricchezza nei paesi Ocse e sottolineano il legame tra queste disuguaglianze e la mobilità sociale, nonché il loro impatto sulla classe media desumendone che occorrono non solo politiche redistributive ma anche con politiche per l’accesso a istruzione, salute e lavoro.

Dal lavoro agile alla new way of working: una roadmap per gli “architetti del nuovo lavoro”

Federico Butera ricorda che durante la pandemia 6 milioni di persone hanno lavorato da casa, non più sotto il controllo diretto della gerarchia, accelerando cambiamenti in atto già dagli anni Settanta. Butera sostiene che si è aperta la sperimentazione di una new way of working diversissima dalla tradizione taylor-fordista, sostenuta da “progettisti o architetti del nuovo lavoro“ che opereranno su obiettivi di rigenerazione organizzativa, professionalizzazione diffusa e promozione della qualità della vita di lavoro.

Il ritorno alla normalità che non vogliamo

Lisa Magnani partendo dalla considerazione che la promessa di un ritorno al ‘Business as usual’ (BAU) dopo la pandemia è uno dei temi centrali nel dibattito politico che si sta svolgendo in Australia in vista delle elezioni del prossimo maggio, sottolinea la forza retorica di questa promessa, le sue ambiguità, il diverso modo di intenderla e, soprattutto, la sua inadeguatezza, comunque sia inteso il BAU, a far fronte alle vere sfide che l’Australia, come molti altri paesi, deve affrontare.

La lotta alla povertà in Europa: cause, evoluzione, politiche e obiettivi mancati

Chiara Mussida e Dario Sciulli richiamano l’attenzione su due fenomeni che hanno inciso sulla povertà in Europa nel periodo pre-pandemico: i) l’eredità della Grande Recessione che ha aggravato, e reso più persistente, la povertà aumentando la polarizzazione e impedendo di centrare gli obiettivi della Strategia Europa 2020; ii) l’aggravarsi del rischio di povertà delle famiglie con redditi medi alla nascita di un figlio. In entrambi i casi occorre intervenire, in particolare con politiche della famiglia.

Non c’è nascita senza madre

Francesca Angelini ricostruisce criticamente la vicenda relativa alle domande di trascrizione, in Italia, degli atti di nascita esteri di bambini nati da accordi di surrogazione di maternità, alla vigilia di un nuovo intervento delle S.U. della Cass., atteso a seguito del rinvio della Prima sez. civ. in cui si chiede di consentire, al giudice, il superamento del principio della verità di parto e il riconoscimento di atti di nascita riportanti i nomi del padre biologico e del genitore sociale.

L’impresa che innova dà sicurezza ai lavoratori*

Mauro Caselli, Andrea Fracasso, Arianna Marcolin e Sergio Scicchitano presentano i risultati di un loro lavoro sulla correlazione tra cambiamento tecnologico e insicurezza del lavoro percepita dai lavoratori. Gli autori trovano che nelle imprese che adottano innovazioni tecnologiche si riduce la job-insecurity percepita dai lavoratori e suggeriscono che questi ultimi interpretano l’attività innovativa come un segnale di salute dell’impresa. La formazione professionale riveste un ruolo cruciale per questo effetto rassicurante.

Lo stato di salute della sanità italiana

Tommaso Langiano e Paolo Di Loreto, alla luce dei dati contenuti nel più recente Rapporto sullo stato della salute in Europa, indicano i punti di forza e le criticità del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Decisamente positivi sono i dati relativi alle condizioni generali di salute della popolazione mentre le più gravi criticità riguardano il finanziamento pubblico del SSN e la dotazione di posti letto e di personale sanitario. Su queste due criticità, sostengono gli autori, occorre intervenire con urgenza.