Vecchie e nuove asimmetrie: l’Europa di fronte alla guerra

Giuseppe Celi, Dario Guarascio, Jelena Reljic, Annamaria Simonazzi e Francesco Zezza sostengono che la guerra rischia di avere impatti asimmetrici sulle economie europee, per effetto della differente vulnerabilità rispetto alle produzioni energivore e della diversa dipendenza dalle fonti fossili e dalle importazioni russe. Di fronte al rischio che la guerra frammenti il sistema commerciale globale in due blocchi contrapposti, la sfida per l’Europa sarà triplice: sostenere i redditi, rafforzare i mercati interni e recuperare sovranità tecnologica e produttiva.

Povertà transitoria e persistente: un’analisi delle disparità territoriali in Italia

Chiara Mussida e Dario Sciulli discutono dei differenziali territoriali di povertà in Italia utilizzando diversi indicatori enfatizzando l’importanza di distinguere tra povertà transitoria e povertà persistente. E’ noto che la povertà è maggiormente diffusa nelle regioni del Sud del nostro paese; forse meno noto è che in quelle stesse regioni la povertà si caratterizza anche per un maggior grado di persistenza, che finisce con l’aggravare i divari territoriali. Mussida e Sciulli mettono in luce questo aspetto e ritengono che esso renda necessari interventi mirati per le regioni meridionali.

Il welfare fiscale: istruzioni e cautele per l’uso

Matteo Jessoula e Emmanuele Pavolini analizzano un tema cruciale nel quadro dell’attuale dibattito sulla riforma fiscale: il ruolo e l’impatto del welfare fiscale in Italia, sia rispetto alle finanze pubbliche che alla protezione sociale. Essi mostrano che le misure di agevolazione fiscale nel settore del welfare, pur essendo in alcuni casi efficaci a tutelare le condizioni di maggiore bisogno, presentano spesso rilevanti criticità sul piano dell’efficienza e dell’equità; il loro utilizzo dovrebbe perciò essere limitato e sempre attentamente ponderato.

La riforma fiscale e le elezioni Australiane

Lisa Magnani interviene sul tema delle difficoltà che incontrano i progetti di riforma fiscale – che non consistano nella riduzione, più o meno generalizzata, delle aliquote – illustrando il caso dell’Australia che si avvia alle elezioni politiche. Magnani ricostruisce le recenti vicende e i temi in discussione in quel paese che dimostrano la reticenza ad affrontare questi temi nei modi appropriati per promuovere l’ equità e la trasformazione dell’economia di fronte a problemi come il cambiamento climatico.

La classe media in Italia: cosa sappiamo?

Francesco Bloise, Maurizio Franzini, Michele Raitano e Francesca Subioli presentano i principali risultati di una loro ricerca su estensione e caratteristiche, in anni recenti, della classe media in Italia e in alcuni paesi europei. Dopo aver chiarito la definizione di classe media adottata gli autori mostrano come sono variate la sua consistenza e la sua distanza dalla classe alta e da quella bassa e quale sia stata la mobilità in entrata e in uscita dalla classe media, della quale sottolineano l’importanza.

L’espansione della categoria dei doveri costituzionali nella riforma costituzionale sull’ambiente

Giorgio Grasso esamina la riforma costituzionale sull’ambiente, che ha modificato gli artt. 9 e 41 Cost., tentando di offrirne una lettura costituzionalmente orientata che potrà favorire l’espansione dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, valorizzando l’inciso «anche nell’interesse delle future generazioni», che sembra rappresentare il plusvalore dell’inserimento della tutela dell’ambiente tra i Principi fondamentali della Costituzione.

Mercati digitali, concorrenza e self-preferencing: le insidie e i paradossi del caso Amazon

Giuseppe Colangelo riflette sulle preoccupazioni che suscita, nei mercati digitali, la possibilità che le piattaforme gatekeeper sfruttino il loro ruolo per avvantaggiare i propri prodotti e servizi (self-preferencing). Colangelo ritiene che i contorni di tale pratica siano poco chiari e che, in assenza di una definizione dei suoi limiti ed ambiti applicativi, il self-preferencing si riduca a una scorciatoia comoda per le autorità antitrust, non necessariamente rispondente agli interessi del mercato e dei consumatori.

La povertà energetica in Italia: rincari energetici e scenari futuri

Massimo Aprea si occupa di povertà energetica in Italia. Dopo aver presentato l’indicatore recentemente adottato dal Governo, presenta i risultati di una simulazione sulle conseguenze dei rincari del 2021 e di quelli previsti per il 2022 sulla povertà energetica e sulla quota di Reddito di Cittadinanza assorbita dalla spesa energetica delle famiglie. I principali risultati sono che l’incidenza della povertà energetica è molto sensibile al prezzo dei beni e servizi energetici e la spesa energetica assorbe una quota rilevante del RdC.

Prezzi dei beni energetici, inflazione inattesa e salari *

Francesco D’Amuri ricorda che, sospinta dai beni energetici (+46 %), l’inflazione ha raggiunto il 6% annuo, come non accadeva dal 1991, e che da 10 anni le retribuzioni nominali crescono nel settore privato più dell’inflazione, anche tenendo conto della componente energetica importata, che è un parametro di riferimento per i rinnovi contrattuali. D’Amuri sostiene che la politica fiscale può attenuare l’impatto della vampata dei prezzi dell’energia su quelli interni e sui salari reali e può compensare le famiglie più colpite, che sono le più povere.

L’economia europea ai tempi della crisi Ucraina. Inflazione, politica monetaria e transizione ecologica

Sebastiano Nerozzi e Giorgio Ricchiuti discutono gli scenari che si aprono in seguito alla ripresa dell’inflazione negli Stati Uniti e in Europa, soffermandosi sulle politiche da adottare per fare fronte a questo fenomeno. Nerozzi e Ricchiuti analizzano in particolare le risposte di politica monetaria anche dal punto di vista delle ricadute sulla crisi energetica e sottolineano l’importanza di legare la risposta all’inflazione all’accelerazione della transizione ecologica, puntando sullo sviluppo delle comunità energetiche.