Emergenza climatica e ambientale: lezioni dalla pandemia

Carmen Aina ed Enrico Ferrero ragionano sul legame fra lockdown e inquinamento urbano e, sulla base dei dati relativi a Milano e Torino, mostrano che durante questo blocco prolungato si è verificata una moderata riduzione in uno soltanto degli inquinanti più pericolosi per la nostra salute. Da ciò gli autori deducono che per affrontare emergenze globali, come le pandemie, l’inquinamento e i cambiamenti climatici, sono necessarie misure programmatiche da attuare con coraggio per tempi lunghi.

Apprendere dal Corona virus: per un’idea diversa di benessere

Attilio Pasetto muovendo dalla considerazione che la salute e l’equilibrio ambientale sono beni più importanti della crescita fine a sé stessa, sostiene che la lezione da trarre dalla pandemia è che gli indicatori del Benessere Equo Sostenibile (Bes) debbano essere collocati sullo stesso piano del Pil al centro delle strategie di politica economica. Ciò richiede, tra l’altro, di combattere povertà e le disuguaglianze e che governi, istituzioni, cittadini, imprese adottino comportamenti responsabili.

Tecnologie digitali e controllo sociale ai tempi del Covid-19

Marco Marucci in vista dell’avvio della Fase 2 di contrasto al Covid19 dà conto delle esperienze della Cina e della Corea del Sud nell’utilizzo delle tecnologie per il tracciamento e la mappatura dei contagiati. Marcucci osserva che tali tecnologie sembrano essere necessarie per la lotta al Covid-19, ma riflette anche sulle implicazioni del loro utilizzo, in particolare per quello che riguarda la diffusione dei dati e il rischio di controllo sociale.

Verso la Fase 2: preoccupazioni e precauzioni

Marcello Basili e Maurizio Franzini partendo dalla considerazione che l’Italia più di altri paesi si è fatta trovare impreparate di fronte all’epidemia da COVID-19 e ha affrontato l’emergenza con misure talvolta tardive e altre volte incomplete, indicano le principali questioni che suscitano le loro preoccupazioni in relazione al previsto avvio della cosiddetta Fase 2 e auspicano che si faccia saggio uso dell’essenziale principio precauzionale finora, purtroppo, del tutto trascurato.

Flessibilità e nuovi interventi: la Commissione europea in azione per arginare la crisi pandemica

Alessandra Cataldi, Mattia De Crescenzo, Germana Di Domenico e Bianca Giannini esaminano in dettaglio le principali misure adottate dalla Commissione europea per fronteggiare la crisi da COVID-19 e sostengono che la Commissione è intervenuta tempestivamente per contrastare la crisi, ma, d’altro canto, gli strumenti di cui essa dispone presentano chiari limiti, legati principalmente alla ridotta entità delle risorse disponibili. Inoltre, molte azioni dipendono dalle scelte politiche degli Stati membri.

Il privilegio del lavoro da casa al tempo del distanziamento sociale

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito affrontano il tema del lavoro agile in tempi di pandemia e forniscono una serie di evidenze circa il numero di lavoratori italiani che sono nelle condizioni di lavorare a distanza ed i rischi (di natura sanitaria o occupazionali e reddituali) a cui coloro che non possono lavorare da casa sono, in termini comparati, maggiormente esposti rispetto al resto della forza lavoro. Nelle conclusioni delineano le implicazioni della loro analisi per le politiche.

Sistema tributario e crisi da emergenza sanitaria: prime riflessioni

Bruno Bises sostiene che per affrontare le più serie conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria (sostegno a attività produttive e lavoratori maggiormente colpiti, equa ripartizione dei relativi costi, sostegno generale alla ripresa economica) è essenziale un adeguamento del sistema tributario e indica gli interventi che considera più importanti – relativi alle imposte sul reddito, sul patrimonio e su consumi e servizi, nonché agli incentivi fiscali – e che nelle attuali condizioni potrebbero raccogliere il necessario consenso politico.

Il COVID-19 e i sistemi di protezione sociale: riflessioni sul presente e sul futuro

FraGRa si occupano delle difficoltà del sistema di sostegno al reddito, di fronte all’emergenza Covid, a coprire tutti gli svantaggiati e a erogare tempestivamente gli aiuti e delle principali carenze delle misure finora adottate dal Governo. Rivolgendo, poi, lo sguardo al futuro sostengono la necessità di incisivi interventi e indicano alcune possibili linee di marcia: provare a distinguere fra rischi di disoccupazione standard e rischi sistemici, risolvere il problema della tutela degli autonomi, riprendere la riflessione sul reddito di base nonché adottare misure che limitino le forme contrattuali atipiche e le basse retribuzioni.

«In a spirit of solidarity between Member States». Noterella a prima lettura sulla proposta della Commissione di una «cassa integrazione europea»

Stefano Giubboni offre una prima lettura «a caldo» della proposta europea di regolamento per l’introduzione di uno strumento – SURE, nel rassicurante acronimo inglese – che la stessa Presidente della Commissione europea, in un intervento pubblicato su Repubblica il 2 aprile 2020, ha voluto chiamare «cassa integrazione europea». La nota di commento è molto critica, soprattutto sul richiamo – reputato mistificatorio e abusivo – alla solidarietà tra Stati membri.

Un “whatever it takes” per la politica fiscale europea

Alessandro Piergallini riflette sul ruolo della politica economica europea nel fronteggiare l’emergenza Covid-19, soffermandosi sulla politica fiscale. La conclusione principale a cui giunge, tenendo conto del verosimile impatto macroeconomico della crisi pandemica e della
limitata efficacia della politica monetaria, è che la politica fiscale dovrebbe ispirarsi a principi keynesiani, come nel secondo dopoguerra, superando il Patto di Stabilità, incentivando gli investimenti pubblici, promuovendo l’adozione di Eurobond.