Convincere la politica, riformare le politiche – interrogativi a partire dal reddito di emergenza

Cristiano Gori prende spunto dalla recente esperienza della proposta e dell’introduzione del Reddito di Emergenza (Rem) per interrogarsi su due questioni di fondo riguardanti la politica e le politiche. Primo, come si fa a convincere la politica a far propria un’idea che si ritiene giusta? Secondo, in che modo è necessario riformare le politiche di protezione del reddito in Italia dopo la comparsa del Covid-19? L’articolo sviluppa queste domande.

Debito pubblico, UE e BCE: il presente (e il futuro) alla luce del passato – Prima parte

Gianluigi Nocella partendo dalla considerazione che gli interventi di finanza pubblica sollecitati dalla crisi COVID preludono all’accumulazione di un elevatissimo debito anche in paesi, come l’Italia, già interessati da tensioni, ragiona sul ruolo di alcuni elementi dell’assetto istituzionale europeo nel favorire l’emergere di quelle tensioni nell’ultimo decennio, su quanto esse pesino nella situazione attuale e su quanto sia essenziale e politicamente complicato superarle. Quella che segue è la prima delle due parti di cui si compone l’articolo.

Se non ora quando? Per la riapertura di scuole e spazi di vita e apprendimento per tutti i bambini/e e ragazzi/e

Marco Rossi-Doria riflettendo sulla crisi educativa manifestatasi nella pandemia, sostiene che grazie a molti docenti la didattica a distanza si è trasformata in una potente esperienza di apprendimento emotivo e cognitivo per gli alunni/e, ma preoccupa che molti di questi ultimi non hanno connessioni, vivono in case sovraffollate e in povertà. Per cambiare rotta occorre puntare sulla cooperazione tra comuni, scuole, terzo settore e civismo che sta già facendo emergere proposte con i caratteri della politica per le persone e contro le inuguaglianze.

Attivismo civico e Reddito di Cittadinanza. C’erano una volta… “contributi costruttivi in fase di emergenza, con uno sguardo al dopo”

Marco De Ponte commenta criticamente l’introduzione con il Decreto ‘Rilancio’ di un Reddito di Emergenza, per soli 2 mesi, da affiancare al Reddito di Cittadinanza. De Ponte ricorda che dopo il Decreto ‘Cura Italia’ le organizzazioni della società civile avevano suggerito di modificare il RdC per rimuovere i suoi punti deboli e renderlo accessibile dall’accresciuta platea di soggetti in difficoltà. Questi problemi permangono e De Ponte auspica che se ne tenga conto nella conversione in legge del decreto Rilancio e nella futura evoluzione del RdC.

Contagio da Covid-19 e infortunio sul lavoro: ruolo di INAIL e responsabilità del datore di lavoro

Cesare Damiano e Maria Giovannone si occupano del possibile riconoscimento dell’infortunio sul lavoro per coloro che dovessero contrarre il COVID-19 sul posto di lavoro. Gli autori sottolineano che la possibilità di riconoscere il COVID-19 come una forma di infortunio sul lavoro, tutelato dall’INAIL, non implica automaticamente la responsabilità civile o penale del datore di lavoro, che va invece accertata sulla base di criteri totalmente diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative INAIL.

L’azzardo di Karlsruhe

Paolo Paesani esamina la recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca a proposito del programma di acquisto di titoli di stato da parte della Banca Centrale Europea. Dopo aver ricordato quale sia stata la genesi della sentenza, Paesani ricostruisce l’ampio dibattito svoltosi sulla questione nelle ultime settimane ed espone il proprio punto di vista sui rischi che da tale sentenza possono derivare per la tenuta dell’Unione Monetaria Europea.

Lavoro, tempo e potere: come la crisi da Covid-19 può peggiorare il benessere delle donne

Eleonora Romano presenta alcune riflessioni sui canali attraverso cui la crisi innescata dal Covid-19 potrebbe peggiorare il benessere delle donne, considerando anche le condizioni di svantaggio preesistenti. L’analisi si concentra, in particolare, sul lavoro e la conciliazione dei tempi di vita e si conclude rivolgendo attenzione alla dimensione trasversale del potere, la cui diseguale distribuzione di genere può contribuire a peggiorare le conseguenze della crisi sul benessere dell’intera società e, in particolare, delle donne.

Pandemie e ricerca farmaceutica: la proposta di una infrastruttura pubblica europea (parte seconda)

Massimo Florio e Laura Iacovone proseguendo nell’analisi avviata sullo scorso numero del Menabò sui difetti, nella ricerca, dell’industria farmaceutica, sostengono che i tempi sono maturi per creare una infrastruttura pubblica sovranazionale per la ricerca di base, lo sviluppo, la produzione, vendita e distribuzione di farmaci che mantenga la proprietà intellettuale delle scoperte, con il diritto di produrre o di dare la licenza a terzi, garantendo le cure per le attuali patologie e quelle future.

L’Europa sonnambula

Roberto Tamborini parte dalla considerazione che la crisi del decennio scorso è stata un’occasione persa per creare un’Europa migliore e sostiene che oggi non si tratta di organizzare aiuti umanitari per questo o quel paese. Secondo Tamborini, non basta accontentarsi di qualche miglioramento rispetto agli errori della crisi precedente. Occorre un europeismo esigente, impiantare il seme, seppur piccolo, di un lungamente (dis)atteso cambio di natura più genuinamente europeo.

La ripartenza dopo il Covid-19: un’opportunità da non perdere per il Green Deal europeo

Edilio Valentini sostiene che il Green Deal europeo dovrebbe avere un ruolo preminente tra le politiche dirette a far ripartire la nostra economia dopo l’emergenza sanitaria. Riflettendo sui problemi che possono ostacolare l’attuazione di una simile politica, Valentini richiama l’attenzione sui rischi che possono derivare dalla riduzione del gettito fiscale e dalla discesa dei prezzi sia del petrolio che dei permessi ad emettere CO2.