Contrattazione collettiva per il lavoro agile

Michele Faioli e Matteo Luccisano sostengono che il contratto collettivo che disciplina il lavoro agile va oltre l’auspicata funzione normativa. Tale contratto, in tempo di pandemia, crea una forma di partecipazione responsabile delle rappresentanze dei lavoratori in azienda perché esso non è solo un mezzo per definire le tutele ma anche per verificarne l’attuazione e per programmare il futuro delle relazioni industriali. In questa prospettiva, gli autori esaminano due casi di contrattazione aziendale: Poste Italiane e CoopAlleanza.

I modelli di politiche passive in Europa durante la pandemia

Piera Loi muove dalla considerazione che un rischio globale come la pandemia del Covid 19 ha riportato al centro delle politiche nazionali ed europee il tema delle politiche passive, cioè di quegli strumenti che consentono ai lavoratori di prevenire il rischio della disoccupazione e di limitare il suo impatto economico. In questo breve intervento si individuano i tratti comuni e le differenze tra i diversi ordinamenti europei che hanno apportato modifiche ai sistemi di politiche passive, al fine di trarne qualche possibile lezione in chiave comparata.

I ricollocamenti dei rifugiati nell’Unione Europea tra aree urbane e rurali. Passato e futuro

Rama Dasi Mariani riflette sul tema del ricollocamento dei migranti che necessitano di protezione internazionale nel momento in cui viene a scadenza EU-FRANK, il progetto che aveva lo scopo di migliorare le azioni di ricollocamento degli Stati membri dell’Unione Europea. Rileggendo due recenti rapporti relativi al progetto, Mariani sintetizza le esperienze passate e traccia le opportunità future. Il suggerimento conclusivo è di accrescere, per diverse ragioni, gli sforzi per orientare i flussi non verso le aree urbane ma verso le piccole realtà rurali.

La subordinazione del rider

Stefano Giubboni commenta la sentenza del Tribunale di Palermo depositata il 24 novembre, che è la prima sentenza italiana a riconoscere ai riders delle piattaforme digitali la qualifica di lavoratori subordinati. Giubboni colloca tale sentenza all’interno del quadro di regole introdotte dalla legge n. 128 del 2019 e ne valuta le implicazioni rispetto al contratto collettivo sottoscritto – tra molte polemiche – da AssoDelivery e UGL il 15 settembre 2020.

Cassa Integrazione Guadagni Covid: cosa è successo e indicazioni di riforma

Paolo Naticchioni analizza il ruolo della Cassa Integrazione Guadagni nel contenere l’impatto della crisi, sottolineando che essa ha ridotto il costo del lavoro per le imprese in modo significativo e flessibile rispetto al grado di utilizzo dei lavoratori, garantendo loro la costanza del posto di lavoro. Naticchioni sostiene anche che questa esperienza fornisce indicazioni per disegnare meglio il sistema degli ammortizzatori sociali orientandolo, in particolare, a fronteggiare gli shock asimmetrici, congiunturali, e solo in casi eccezionali quelli sistemici.

Pratica, etica e politica di una riforma del fisco in chiave patrimoniale

Fabrizio Patriarca interviene nel dibattito sulla patrimoniale e cerca di chiarire alcuni aspetti di natura filosofica, politica e tecnica relativi a una possibile proposta di riforma fiscale che abbia l’obiettivo di riequilibrare le basi imponibili, sgravando i redditi e insistendo, invece, sulla ricchezza netta. Patriarca prende anche in considerazione le principali critiche mosse alla patrimoniale sotto i diversi aspetti e sostiene che vi è una risposta per ciascuna di esse.

Il Sud e la cammino divide. Congiungere gli speroni per superarla

Lilia Pagano e Ugo Pagano partendo dalla considerazione che il turismo green, basato sulla percorrenza di lunghi tratti a piedi, sta guadagnando terreno rispetto a quello più tradizionale e inquinante osservano che nel Sud di Italia vi è un deficit anche di infrastrutture necessarie a questo nuovo tipo di turismo. Gli autori illustrano come, congiungendo con un cammino gli speroni che si affacciano sull’Adriatico e sul Tirreno, si potrebbe colmare questo divide recuperando anche numerosi borghi.

La difficile scelta del giusto vaccino

Ugo Pagano ricorda che grazie anche a cospicui contributi pubblici alcune società farmaceutiche occidentali hanno sviluppato vaccini molto innovativi contro il Covid 19, su cui continuano a pesare i loro diritti di proprietà intellettuale. Pagano sostiene che questi ultimi rendono difficile una valutazione comparativa dei meriti dei diversi vaccini e la loro produzione e diffusione a livello globale; inoltre, le caratteristiche dei nuovi vaccini andrebbero attentamente comparate con i tradizionali vaccini inattivati che non sono brevettabili e hanno riscosso scarso interesse presso le società farmaceutiche occidentali.

La libertà economica è sempre benefica?

Maurizio Pugno muove dalla considerazione che la pandemia ha messo in evidenza la necessità di porre limiti alla libertà economica, mentre molti critici ricordano che alla base della crescita economica – e dunque del benessere della popolazione – c’è proprio la libertà economica. Pugno richiama l’attenzione sul fatto che la relazione positiva tra libertà economica e benessere soggettivo medio della popolazione che è stata riscontrata in diversi studi non è, però, lineare. Un’analisi più accurata mostra infatti che oltre una certa soglia la libertà economica potrebbe ridurre il benessere.

Le (false) promesse delle politiche attive del lavoro

Antonio Di Stasi ricorda la promessa non mantenuta dello scambio tra riduzione delle tutele nel rapporto di lavoro e aumento della protezione nel “mercato del lavoro” e ripercorre gli ultimi e molto poco incisivi interventi di politica attiva del lavoro. Di Stasi contesta anche la tesi secondo cui le politiche del lavoro che si fondano sugli sgravi contributivi o fiscali possano aumentare i posti di lavoro e individua nello sviluppo del contratto di apprendistato (di alta formazione) uno strumento per aumentare la competitività e l’occupazione.