Mettiamo all’asta gli incentivi

Civil Servant sostiene che per non sprecare i fondi del Next Generation EU occorre distribuirli in modo selettivo. Poiché non è possibile osservare la capacità e le vere intenzioni di chi li richiede, Civil Servant, anche richiamando esperienze simili, suggerisce di ricorrere ad un sistema di aste in cui queste qualità vengono “rivelate” attraverso le offerte. Infatti è presumibile che farà un uso migliore dei fondi pubblici chi “offre” un co-finanziamento più elevato e assicura i risultati migliori per ciascun euro richiesto.

South Park, i tassisti e le soluzioni che non c’erano. Riflessioni sulle prospettive del settore taxi nell’era delle app

Feliciano Iudicone, partendo dagli spunti irriverenti di una nota serie animata statunitense, riflette sulle dinamiche che si sono generate nel settore dei taxi in seguito all’avvento delle piattaforme digitali. Iudicone illustra le differenze tra modelli diversi di impresa in apparenza simili (appTaxi, Uber e Free Now) e propone alcune possibili soluzioni, tecnologiche e non, che sono in grado di migliorare la qualità e l’accessibilità del servizio taxi senza agevolare forme di concorrenza al ribasso.

La direttiva sui salari minimi e la copertura dei Ccnl in Italia. Una stima sulla base dei dati Inapp

Francesca Bergamante, Marco Centra e Manuel Marocco, in un contributo diviso in due parti, affrontano il tema del salario minimo e della copertura della contrattazione collettiva. In questa prima parte, partendo dalla Direttiva europea sui salari minimi e utilizzando la banca dati dell’Indagine Inapp-Ril condotta su un campione di 30.000 imprese non agricole, presentano una stima del tasso di copertura dei CCNL in Italia che risulta elevato per il complesso dei lavoratori dipendenti, ma che si riduce considerando anche altre tipologie contrattuali.

Può l’impresa essere responsabile rispetto alla sfida del clima, della disuguaglianza, della pandemia? Teoria e pratica dell’”impresa integrale” (seconda parte)

Federico Butera proseguendo la riflessione avviata nello scorso numero del Menabò sui limiti dell’impresa ‘irresponsabile’ e sulla necessità dell’impresa ‘responsabile’ o ‘integrale’, ricostruisce, dopo il caso dell’Olivetti quello della Toyota mettendone in luce le caratteristiche più rilevanti. Successivamente Butera individua una serie di caratteristiche che dovrebbe avere l’impresa ‘integrale’ per poter svolgere la sua essenziale funzione sociale e, nelle conclusioni, avanza qualche riflessione sugli ostacoli all’affermarsi dell’impresa ‘integrale’.

Verso uno strumento europeo sul salario minimo

Emanuele Menegatti analizza le principali azioni che la proposta di Direttiva si propone di mettere in campo, per garantire adeguatezza dei salari minimi legali e supporto della contrattazione collettiva. Secondo Menegatti questi interventi, per quanto desiderabili dal punto di vista sociale ed economico soprattutto nell’attuale crisi da pandemia, presentano due rilevanti criticità: la limitata competenza dell’Unione in tema di retribuzione e la netta opposizione di alcune parti sociali, specialmente nei paesi del nord Europa.

Al andar se hace camino: la Proposta di Direttiva sul salario minimo tra ottimismo della volontà e…

Antonio Lo Faro commentando la proposta di Direttiva sul salario minimo europeo sostiene che, sebbene sia afflitta da rilevanti limiti contenutistici dettati da una comprensibile prudenza istituzionale e sia circondata dalle diffidenze delle parti sociali e degli Stati membri, essa costituisce un importante segnale di cambiamento suscettibile di essere letto nel contesto di un più complessivo riorientamento delle politiche sociali dell’Unione, non esclusivamente legato all’emergenza pandemica.

Salario minimo e Europa. Monitoraggio dei dati, distacco e appalti pubblici

Michele Faioli si concentra su due punti della proposta di Direttiva sul salario minimo europeo: il monitoraggio e la raccolta dei dati sulla cd. copertura contrattuale dei lavoratori (il 70% di copertura in un settore); il collegamento tra regime giuridico degli appalti pubblici e salario minimo per gli operatori transnazionali. Con riferimento a quest’ultimo e ai problemi di dumping sociale correlati ai distacchi transnazionali nell’ambito di appalti pubblici, Faioli auspica un dibattito su soluzioni che richiamano il Fair Labor Standards Act e il regime di interstate commerce.

Può l’impresa essere responsabile rispetto alla sfida del clima, della disuguaglianza, della pandemia? Teoria e pratica dell’”impresa integrale” (prima parte)

Federico Butera, in un articolo diviso in due parti, sostiene che crisi ambientale, povertà, disuguaglianze, strisciante terza guerra mondiale e pandemia richiedono una riconsiderazione del ruolo delle imprese. In questa prima parte illustra i limiti delle imprese ‘irresponsabili’ e, anche ricostruendo l’esperienza dell’Olivetti negli anni ’60, inizia a delineare i caratteri distintivi dell’impresa integrale, ossia quella “impresa normale che sviluppa in modo eccellente e congiunto valore economico e sociale attraverso una strategia e azioni concrete”.

Il futuro delle regole fiscali europee e la “solitudine” dei riformisti

Gianfranco Viesti ritiene che per il futuro dell’Italia nel prossimo decennio saranno decisive le regole di finanza pubblica nell’area euro sulla riforma delle quali, dopo la loro sospensione, è in corso una discussione di grande interesse, tecnico e politico. Viesti richiama, però, l’attenzione anche sul fatto che il programma Next Generation EU rappresenta già una cesura significativa, non solo per il suo finanziamento comunitario, ma anche per le indicazioni comuni in termini di politiche pubbliche e per l’allocazione territoriale delle risorse.

Amplificatrice o livellatrice? Gli effetti della pandemia sulla distribuzione dei redditi in Italia

Giovanni Gallo e Michele Raitano presentano i principali risultati di una loro simulazione degli effetti del COVID-19 sulla distribuzione dei redditi da lavoro e familiari in Italia. Gli autori rilevano che la pandemia ha ampliato considerevolmente le disuguaglianze dei redditi di mercato, ma le misure emergenziali adottate dal governo hanno attenuato sensibilmente la caduta dei redditi e ridotto lievemente la disuguaglianza. Ridurre precocemente la generosità di queste misure potrebbe comportare, dunque, un grave peggioramento della disuguaglianza.