Una crisi diseguale: il ruolo degli ammortizzatori sociali durante la pandemia

Francesca Carta e Marta De Philippis si occupano dell’impatto della crisi innescata dal COVID-19 sulle pre-esistenti disuguaglianze economiche. Basandosi sui risultati di una loro ricerca, focalizzata sul mercato del lavoro, Carta e De Philippis sostengono che i provvedimenti decisi dal Governo per fronteggiare la crisi hanno contenuto, nella prima metà del 2020, l’aumento della dispersione dei redditi da lavoro ma ritengono che vi siano rilevanti rischi di peggioramento nel lungo periodo.

Smart working e il rischio che a conciliare famiglia e lavoro siano solo le donne

Daniele Checchi, Paola Biasi e Maria De Paola partendo dalla diffusa idea che lo smart working consenta di conciliare tempi di lavoro e di vita, si chiedono se in mancanza di un’equilibrata suddivisione del lavoro domestico e di cura, le donne non saranno ancora svantaggiate. Al riguardo, riportano i risultati di un’indagine condotta dall’INPS secondo cui le donne apprezzano meno degli uomini lo Smart Working, e ciò avviene soprattutto quando non possono contare sulla collaborazione dei familiari nella gestione degli impegni domestici.

Covid 19: i dati comunicati giornalmente sono utili per capire?

Giorgio Alleva e Alberto Zuliani discutono i limiti dei dati diffusi sull’epidemia, sottolineando come il rito quotidiano della loro comunicazione possa creare confusione. Il mix dei motivi per i quali i tamponi sono effettuati e l’inclusione recente dei test rapidi nel conteggio inficiano la lettura dell’evoluzione del contagio. L’indice Rt viene comunicato come se fosse deterministico. Il numero di decessi da Covid-19 è sottostimato. Manca un disegno organico che fornisca un contesto informativo coerente a sostegno delle decisioni.

L’iniqua (e miope) distribuzione mondiale dei vaccini (seconda parte)

Giuseppe De Arcangelis e Maurizio Franzini proseguono la loro riflessione sulla distribuzione dei vaccini a livello mondiale sostenendo, innanzitutto, che vi sono ragioni economiche e sanitarie che rendono conveniente anche per i paesi avanzati favorire l’accesso dei paesi più poveri ai vaccini. Quindi si soffermano sul problema decisivo della capacità di produrre vaccini a livello mondiale e di come esso avrebbe potuto essere affrontato. Infine, elencano una serie di azioni che potrebbero essere adottate per facilitare l’accesso ai vaccini da parte dei paesi più poveri.

Il covid19 e la percezione del trade-off tra salute ed economia

I governi si trovano a fronteggiare il più grave shock sanitario dell’epoca moderna prendendo decisioni difficili che devono bilanciare la salute pubblica con la salvaguardia dell’economia. Diversi governi hanno scelto di graduare diversamente tali priorità, ma non è chiaro se questo corrisponda alle priorità dei governati che, peraltro, potrebbero non avere chiare le idee sul trade-off tra economia e salute. Checchi, De Paola, Dachille e Fontanarosa presentano i risultati di una survey condotta da INPS in cui sono state poste alcune domande tese ad esplorare la coerenza delle preferenze espresse dagli intervistati, registrando una sostanziale incoerenza in metà delle risposte.

Pensionamento flessibile e sostenibile tra finanza pubblica, efficienza e benessere

Maria Cozzolino e Fernando Di Nicola intervengono sull’esigenza di garantire un pensionamento flessibile che assicuri efficienza economica e benessere. Dopo aver richiamato i diversi profili di costo del calcolo contributivo-attuariale e retributivo delle pensioni, gli autori propongono un deciso ampliamento della scelta dell’età di pensionamento sulla base di un calcolo contributivo, che nel complesso ridurrebbe il debito pensionistico implicito e comporterebbe nei primi anni maggiori costi di cassa modesti e sostenibili, pienamente compensati negli anni successivi.

L’iniqua (e miope) distribuzione mondiale dei vaccini

Giuseppe De Arcangelis e Maurizio Franzini intervengono, con un articolo diviso in due parti, sulla delicata e cruciale questione della distribuzione dei vaccini a livello mondiale e del rischio che i paesi più poveri, in particolare africani, ne ricevano dosi così limitate da configurare una ‘catastrofe morale’. Gli autori, in questa prima parte del loro contributo, esaminano l’influenza del reddito pro-capite sulla distribuzione dei vaccini tra paesi e illustrano gli insuccessi di iniziative cooperative e multilaterali a vantaggio di logiche competitive e strategie geopolitiche.

L’eccesso di mortalità nei Paesi Europei: prime evidenze e nuovi quesiti

Roberto Fantozzi e Stefania Gabriele commentano i dati sull’eccesso di mortalità in Europa tra marzo e novembre 2020 rispetto agli anni precedenti sottolineando la marcata stagionalità della dinamica pandemica e ricordando che manca un’interpretazione condivisa della diversa letalità del virus tra i paesi. Al riguardo mostrano la possibile rilevanza della spesa sanitaria (indicatore approssimativo della resilienza dei sistemi sanitari) e dell’incidenza di anziani insieme ad altri fattori economico-sociali, ambientali ed epidemiologici e alle misure di distanziamento.

La direttiva sui salari minimi e la copertura dei Ccnl in Italia. Una stima sulla base dei dati Inapp

Francesca Bergamante, Marco Centra e Manuel Marocco, in questa seconda parte dell’articolo, analizzano, basandosi sull’Indagine Inapp-Ril, la copertura della contrattazione collettiva in Italia tenendo conto di alcune caratteristiche delle imprese. Il quadro che emerge è differenziato a livello territoriale, dimensionale e rispetto al settore economico. Ciò suggerisce, secondo gli autori, di intervenire utilizzando in modo complementare e coordinato legge e contrattazione collettiva, al momento di recepire la Direttiva europea sui salari minimi.

CCNL dei metalmeccanici, crescita e futuro del paese

Michele Faioli propone una sua valutazione del rinnovo del CCNL dei metalmeccanici siglato di recente dopo una lunga gestazione. Secondo Faioli si tratta di un ottimo segnale per chiunque abbia deciso di puntare seriamente sulla crescita economica del nostro paese e dell’Europa. Infatti, sarebbe questa la prospettiva dalla quale guardare le innovazioni più significative del CCNL dei metalmeccanici, relative al sistema della mobilità endo-aziendale, della formazione professionale e del welfare.