Dall’illusione meritocratica alla “limitata immeritocrazia”

Elena Granaglia sullo scorso numero del Menabò ha individuato 6 domande alle quali occorrerebbe dare una convincente risposta per porre su solide basi l’ideale meritocratico. Tutte le domande sono rilevanti, così come gli argomenti che Granaglia avanza in relazione a ciascuna di esse. La lettura dell’articolo ci ha sollecitato alcune riflessioni, che possono essere viste…

Il ritorno «discreto» della reintegrazione nel posto di lavoro (ovvero dell’articolo 18 dello Statuto a dieci anni dalla legge Fornero)

I dieci anni trascorsi dall’entrata in vigore della legge 92/2012 sono un tempo certamente sufficiente per tracciare un primo bilancio applicativo, in particolare della «norma simbolo» su cui la riforma Fornero volle lasciare l’impronta più profonda, riscrivendo l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori con l’intendimento dichiarato di marginalizzare la tutela reintegratoria all’asserito fine di favorire…

Per una legge sul salario adeguato in Italia: in favore dell’erga omnes salariale e contro il salario minimo legale

I termini del dibattito che si è ravvivato in Italia da qualche anno in materia di diritto al salario adeguato sono ormai noti ai lettori del Menabò; pertanto, non è il caso di richiamarlo in modo preciso. Posso dire che vi sono due soluzioni di fondo, seppur con diverse sfumature: da una parte coloro che…

Federica, l’invisibile, scrive a Chiara, la presidente. A proposito di divani e Reddito di Cittadinanza

Chiara Saraceno dopo aver partecipato a un dibattito televisivo sul Reddito di Cittadinanza, in cui veniva riproposta la tesi che i percettori del RdC si rifiutano di lavorare, ha ricevuto una lettera. Era di Federica, 43 anni, percettrice del RdC, che, stanca di sentirsi dare della ladra e della parassita, ha voluto raccontarle la sua storia anche per smettere di sentirsi invisibile. Saraceno ricostruisce la vicenda, pubblica la lettera di Federica e fornisce elementi per esprimersi in modo informato sulla questione dei percettori del RdC che si rifiuterebbero di lavorare.

Le scuole svedesi: Il sogno proibito di Milton Friedman*

Lisa Pelling dà conto delle preoccupanti trasformazioni della scuola in Svezia negli ultimi trent’anni: gli operatori privati hanno potuto accumulare guadagni considerevoli mentre le scuole pubbliche hanno perso alunni e, in una spirale viziosa, qualità educativa. Così è aumentata la discriminazione in base al reddito e all’etnia e si è ampliato il divario di istruzione tra figli dei ricchi e dei poveri, mentre si è ridotto il livello medio delle competenze. Purtroppo, conclude Pelling, questo modello fallimentare si sta estendendo.

Il lavoro persistentemente povero e le conseguenze per le pensioni future

Michele Raitano, facendo uso di un ricco archivio amministrativo di fonte INPS, osserva le dinamiche di carriera in Italia con l’obiettivo di misurare quanti fra coloro che percepiranno un pensione calcolata col il metodo contributivo hanno accumulato finora un montante insufficiente per non rischiare di ricevere una pensione molto bassa. Il quadro che emerge è particolarmente preoccupante e dovrebbe indurre il legislatore a introdurre prontamente forme di tutela degli individui con carriere lunghe ma sfavorevoli.

PNRR e riforme in campo educativo: obiettivi, sfide e problemi

Emmanuele Pavolini mette in luce le opportunità ma anche le sfide ed i problemi che il PNRR pone nel campo dell’istruzione. In particolare, Pavolini indica una serie di delicati problemi, tra i quali considera particolarmente rilevante la scarsa attenzione per quello quello che chiama il software delle riforme, cui occorre dare soluzione per limitare il rischio che imponenti investimenti e riforme, importanti e necessarie, conducano ad esiti ben al di sotto delle aspettative che suscitano.

Federico Caffè: le sue parole-chiave, la nostra gratitudine*

Maurizio Franzini torna a occuparsi di Federico Caffè e del suo pensiero, proponendo il testo della relazione tenuta alla Facoltà di Economia della Sapienza nella giornata di commemorazione del professore scomparso e di presentazione del Rapporto sullo Stato Sociale. Franzini individua alcune parole-chiave del percorso intellettuale di Caffè, di cui sottolinea la straordinaria coerenza e rilevanza anche per il presente, ricorda le sue eccezionali qualità di docente e anche l’importanza della musica nella sua vita.

In ricordo di Franco Romani*

Elena Granaglia ricorda il Prof. Franco Romani a 20 anni dalla sua scomparsa. Ricordare il Prof. Romani, secondo Granaglia, significa ricordare uno dei migliori esempi di pensatore liberale. Ciò vale sia, per il profilo dei contributi da lui offerti in merito alla difesa dei mercati come istituzioni sociali sia per il suo modo di fare ricerca, sempre aperto al dialogo e rispettoso del pluralismo delle idee. Tutto ciò, sostiene Granaglia, rappresenta un lascito importante anche per chi proviene da una cultura di sinistra.