Prezzi dei beni energetici, inflazione inattesa e salari *

Francesco D’Amuri ricorda che, sospinta dai beni energetici (+46 %), l’inflazione ha raggiunto il 6% annuo, come non accadeva dal 1991, e che da 10 anni le retribuzioni nominali crescono nel settore privato più dell’inflazione, anche tenendo conto della componente energetica importata, che è un parametro di riferimento per i rinnovi contrattuali. D’Amuri sostiene che la politica fiscale può attenuare l’impatto della vampata dei prezzi dell’energia su quelli interni e sui salari reali e può compensare le famiglie più colpite, che sono le più povere.

L’economia europea ai tempi della crisi Ucraina. Inflazione, politica monetaria e transizione ecologica

Sebastiano Nerozzi e Giorgio Ricchiuti discutono gli scenari che si aprono in seguito alla ripresa dell’inflazione negli Stati Uniti e in Europa, soffermandosi sulle politiche da adottare per fare fronte a questo fenomeno. Nerozzi e Ricchiuti analizzano in particolare le risposte di politica monetaria anche dal punto di vista delle ricadute sulla crisi energetica e sottolineano l’importanza di legare la risposta all’inflazione all’accelerazione della transizione ecologica, puntando sullo sviluppo delle comunità energetiche.

Rischi derivanti da una contrattazione collettiva neutra. Energia, crisi e lavoro

Michele Faioli sostiene che per far sì che le dinamiche retributive siano più allineate con il costo della vita occorre superare l’insufficiente articolazione tra livelli contrattuali, che ormai da troppo tempo e in molti settori va a scapito del livello decentrato. Dopo aver considerato la rilevanza di questioni come il salario minimo, il collegamento tra produttività e salari, il riordino degli inquadramenti professionali, Faioli sostiene che è il momento di rafforzare in tali materie le funzioni negoziali delle rappresentanze dei lavoratori a livello aziendale.

Disuguaglianza, Democrazia e Globalizzazione

Michele Alacevich e Anna Soci, riprendendo i temi trattati nel loro libro, Breve storia della disuguaglianza, si concentrano su due tra i vari problemi connessi alla disuguaglianza: la sfida alla democrazia e gli squilibri globali messi in atto dalla disuguaglianza economica. I due autori sostengono che la riflessione sulla democrazia è fondamentale per capire le dinamiche della disuguaglianza interna alle nazioni, così come l’analisi degli squilibri globali è cruciale per comprendere le forme della disuguaglianza internazionale.

I Minori Stranieri Non Accompagnati alla prova della maggiore età

Martina Caroleo e Annalisa Cicerchia tornano ad occuparsi dei minori stranieri non accompagnati esaminando il delicato problema del passaggio dalla minore alla maggiore età. Le autrici mettono in luce le insufficienze dell’attuale normativa che andrebbe rivista riconoscendo, sulla scia di altri Servizi, che tra minorenni e adulti c’è una peculiare età intermedia, di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’individuo; ciò favorirebbe una presa in carico dei ragazzi più completa e più favorevole alla loro reale integrazione sociale e alla conquista dell’autonomia.

Pandemia, PNRR e sfide per il terzo settore

Silvio Minnetti muove dalla considerazione che la pandemia ha mostrato l’importanza della sinergia tra profit, no profit e società civile all’interno di un rinnovato ruolo del sistema di Welfare. Secondo Minnetti, in tale contesto il Terzo Settore deve affrontare diverse sfide, in particolare quella di una nuova Co-governance con la PA attraverso co-programmazione e co-progettazione, ora disciplinate dal DM 72/2021 e quella di un rafforzamento della cooperazione con gli Enti Locali e altri Enti Pubblici, soprattutto in relazione ai progetti del PNRR.

Le disuguaglianze in Russia: dal dissolvimento dell’URSS ai nostri giorni

Francesco Colcerasa ricostruisce le origini e la dinamica della forte disuguaglianza che caratterizza attualmente la Russia. Colcerasa presenta i dati relativi alla distribuzione del reddito e della ricchezza dal dissolvimento dell’Unione Sovietica nel 1991 sottolineando la forte accelerazione di tutti gli indicatori di disuguaglianza nell’ultimo decennio del secolo scorso e la loro successiva stabilizzazione su valori molto elevati, in particolare per quello che riguarda la concentrazione al vertice della distribuzione.

Ambiente in Costituzione

Vittorio Cogliati Dezza si occupa della recente introduzione dell’ambiente in Costituzione che considera un reale passo avanti nel recepimento dei nuovi bisogni che la nostra epoca esprime. Importanti sono, soprattutto, l’indicazione relativa al nuovo orizzonte che dovrebbe avere l’attività economica e l’attenzione per le generazioni future, che pongono tutto il sistema Paese di fronte alla crisi climatica. Cogliati Dezza si chiede, però, se chi ha votato la riforma sia davvero consapevole delle sfide poste dalle tante emergenze ambientali pregresse e da quelle oggi emergenti.