Volti e risvolti della pandemia: dalla stratificazione dei rischi alle classi sociali

Armanda Cetrulo, Dario Guarascio e Maria Enrica Virgillito, facendo uso della nozione di co-pandemia, analizzano gli effetti differenziati che la pandemia sta avendo sulla forza lavoro, concentrandosi in particolare sulla diversa distribuzione dei rischi di natura occupazionale, reddituale e sanitaria nonché sulla diversa possibilità, per le varie professioni, di accedere al lavoro da remoto. Gli autori mettono anche in risalto l’intreccio che sussiste tra eterogeneità occupazionale e dimensione di genere.

L’altra faccia dello smart working

Luca Bonacini, Giovanni Gallo e Sergio Scicchitano riassumendo i risultati di un loro recente studio basato su dati INAPP-ICP e INAPP-PLUS sostengono che un incremento marginale (ma permanente) dell’attitudine allo smart working di alcune professioni potrebbe condurre a un significativo aumento del livello salariale. Tuttavia, a godere dei benefici salariali, in assenza di correttivi, saranno soprattutto gli uomini con redditi elevati, meno giovani e laureati, con l’effetto di aggravare le attuali disuguaglianze.

Le risorse della politica di coesione 2021-2027: investire in statistiche territoriali per una migliore ripartizione

Massimo Armenise, Federico Benassi, Luigi De Iaco e Marianna Mantuano ricordano che per attribuire le risorse della politica europea di coesione 2021-2027, al PIL saranno affiancati altri indicatori, economici e socio-ambientali, per alcuni dei quali, però, mancano le necessarie statistiche territoriali. Simulando l’assegnazione delle risorse in base agli indicatori territoriali relativi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile gli autori trovano conferma di tale mancanza e mostrano che l’Italia trarrebbe vantaggio dalle nuove modalità di riparto delle risorse.

Disuguaglianza nell’intensità di lavoro nelle imprese e produttività: quale relazione?

Michele Raitano, prendendo spunto da un recente rapporto dell’ISTAT che documenta la debole dinamica della produttività del lavoro in Italia nell’ultimo quarto di secolo, ragiona sulle possibili cause di tale dinamica. In particolare, si concentra sul complesso legame fra flessibilità del lavoro e produttività riportando i risultati di una recente ricerca secondo cui la crescita della disuguaglianza nell’intensità di lavoro all’interno delle imprese, permessa dalla flessibilità, si associa in Italia a una riduzione del tasso di crescita della produttività del lavoro.

L’interregno e la possibilità di una strada europea verso l’unificazione fiscale

Gustavo Piga riflette sulle possibilità di individuare una strada europea verso l’unificazione fiscale, prendendo come riferimento storico l’esperienza degli Stati Uniti. La conclusione a cui giunge è che solo l’abolizione delle regole fiscali europee, calate dall’alto, unita ad un forte richiamo alla responsabilità dei singoli stati di fonte ai propri cittadini e ai mercati può favorire la ripresa del cammino verso la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa. Si tratta di una ‘terza via’ tra l’uscita dall’euro e l’unione fiscale subito.

La pandemia nelle città a Nord e Sud del mondo: il presente e il futuro

Elisabetta Magnani riflette sui complessi rapporti tra le città e la pandemia, prestando particolare attenzione alle differenze, anche sotto questo aspetto, tra Nord e Sud del mondo. Magnani ricorda che, ovunque, la crescita economica si è accompagnata a una forte tendenza verso l’urbanizzazione e che quest’ultima è intrecciata con le disuguaglianze. La pandemia, che inizialmente ha colpito soprattutto le città, può avere, anche per il suo impatto sulla povertà e le disuguaglianze, effetti molto rilevanti su quella tendenza, ma ben diversi tra Nord e Sud del mondo.

Disabilità e condizioni economiche di individui e famiglie: tra svantaggi molteplici e politiche insufficienti

Giuliana Parodi e Dario Sciulli illustrano lo svantaggio economico con cui si confrontano gli individui con disabilità e le loro famiglie, nella convinzione che una corretta identificazione dei meccanismi attraverso cui la disabilità determina la condizione di svantaggio sia indispensabile per disegnare e realizzare politiche di sostegno efficaci. Parodi e Sciulli ritengono particolarmente importante tener conto degli effetti che la disabilità ha sull’offerta di lavoro degli altri membri della famiglia e dei costi addizionali che essa pone a carico di questi ultimi.

Di quanta fiducia abbiamo bisogno per uscire dal COVID-19?

Rino Falcone, Fabio Paglieri, Cristiano Castelfranchi, Elisa Colì, Alessandro Sapienza e Silvia Felletti, attingendo a una loro indagine, pubblicata su Frontiers in Psychology, sul rapporto tra cittadini e autorità pubbliche in Italia nella prima fase della pandemia sostengono, in particolare, che i cittadini hanno mostrato molta fiducia verso le autorità, in contrasto con la tendenza prevalente in precedenti periodi. Utilizzando tutte le informazioni provenienti dall’indagine, essi avanzano un’interpretazione di questo cambiamento, che considerano utile anche per comprendere meglio e per contrastare la seconda ondata in atto.